Vi ricordate di un libro di cui vi ho parlato giovedì mattina? Si tratta di “In viaggio con Erodoto” di Ryszard Kapuscinski.
Bene. Potrebbe essere per voi un bellissimo libro da leggere durante queste vacanze. In più ho trovato la possibilità per voi di leggerlo online. Basta andare qui, in Google Books.
Kapuscinski, famoso giornalista e fotografo polacco (morto a Varsavia il 23 gennaio 2007), ripercorre le proprie vicende, raccontando retroscena finora ignorati delle sue storie: dall’infanzia povera a quando, fresco laureato, venne mandato allo sbaraglio prima in India e poi in Cina, senza conoscere niente di quei paesi. Ci rivela le difficoltà incontrate e, di fronte a queste difficoltà, il suo punto di riferimento, il testo da leggere e rileggere è sempre stato Erodoto. Per Kapuscinski Erodoto è stato non tanto uno storico, quanto il primo vero reporter della storia: il suo bisogno di viaggiare, di toccare con mano, di raccogliere dati, paragonarli ed esporli, con tutte le necessarie riserve che è giusto nutrire riguardo alle storie riferite da altri, fa di Erodoto un giornalista a pieno titolo.
Qui vi pongo delle belle recensioni, se avete voglia di leggere e di farvi invogliare a leggere a vostra volta…
A volte può essere un ricordo lontano ma vivido nel tempo a dare il segno di un destino. “L’inverno del 1942 era alle porte e io non avevo le scarpe”: nella Polonia di quegli anni Ryszard Kapuściński ancora bambino cerca di vendere delle saponette per comprare un paio di scarpe. Lo stesso ricordo riaffiorerà molti anni dopo: “Qui, in India, la vista di quei milioni di persone senza scarpe mi dava un senso di familiarità, tanto che a volte mi sembrava di stare a casa mia”.
Nasce da questa ricerca di familiarità, la necessità di andare oltre, il desiderio di varcare delle frontiere, non importa quali, di andare al di là della propria conoscenza e osservare le diversità per recuperare un senso di unione.
In tutti i suoi viaggi, il giovane reporter porta con sé Le storie di Erodoto, “livre de chevet”, testo da leggere e rileggere, ma anche mappa per orizzontarsi, per comprendere le trame che muovono la storia, il microcosmo delle passioni umane e il macrocosmo delle vicende storiche. In questo modo Kapuściński si ritrova a viaggiare attraverso Cina, Africa, Iran… paesi dei quali non conosce il territorio, la lingua ma che, anche attraverso Erodoto, può comprendere, può imparare a osservare, nella consapevolezza che ognuno di noi possiede una griglia di decodificazione che di solito, istintivamente e senza pensarci, sovrappone alle varie realtà incontrate. Ma se questa realtà non corrisponde al codice della nostra griglia, la leggiamo e le interpretiamo in maniera sbagliata e finiamo col ritrovarci in una realtà falsata.
Per non incorrere in questo errore, Kapuściński trova in Erodoto una valida guida. Non è solo la conoscenza della storia greca a interessarlo, ma il modo in cui l’autore si pone nei confronti della realtà: “Erodoto mi aveva attratto fin dalle prime pagine. Tornavo continuamente alle scene descritte, alle decine di storie, alle innumerevoli digressioni, tentavo di entrare in quel mondo, di orientarmi, di farlo mio. Il testo non opponeva resistenza. A giudicare da come il mondo viene visto e descritto Erodoto doveva essere una persona tollerante e comprensiva, serena, socievole, e alla mano. Anziché manifestare odio o rabbia, cerca sempre di capire, di scoprire, come mai uno abbia agito in un determinato modo”.
Il libro di Erodoto è un libro nato dalla penna di un viaggiatore: il primo grande reportage della letteratura mondiale, che ci racconta come la Grecia abbia ritardato di secoli l’avanzare dell’Asia in Europa e come a farla da padrone fossero la sete di potere, la crudeltà, la cecità di piccoli e grandi comandanti e re. Erodoto, come Shakespeare, descrive i meccanismi dell’animo umano, le sue grandezze e i suoi errori. Un’unica legge vale, pur nell’assenza di giudizio di Erodoto: la colpa è di chi ha cominciato, il quale, essendo colpevole, verrà punito sia pure a grande distanza di tempo.
Chi fu il primo a recare offesa? Con questa domanda davanti agli occhi sarà più facile muoversi nei tortuosi meandri della storia e rendersi conto delle ragioni e delle forze che la governano: delitto e castigo, colpa e vendetta. Prima o poi l’uno segue l’altro, ci suggerisce Erodoto, sia nei rapporti tra gli individui, sia in quelli tra i popoli. Colui che per primo ha intentato una guerra, e quindi si è reso colpevole, prima o poi verrà punito: bada a non umiliare un uomo se non vuoi che viva solo per vendicarsi di te. E da questa prima legge ne consegue che la fortuna umana non sta mai ferma nello stesso luogo.
Il libro di Kapuściński non è solo l’omaggio necessario a un autore che lo ha guidato nella sua professione di reporter, bensì ci mette anche nelle condizioni di guardare alla realtà di oggi, tenendo ben presente la necessità di porsi delle domande: “Che cosa guida Erodoto quando, impavido e instancabile, si lancia nella sua grande avventura? Forse l’ottimistica convinzione, in cui noi moderni non crediamo più, che il mondo si possa descrivere”. L’uomo comune, continua Kapuściński, non è molto curioso. Conoscere il mondo richiede uno sforzo che assorbe tutte le facoltà dell’uomo, mentre la maggior parte della gente sviluppa piuttosto le facoltà opposte: la capacità di guardare senza vedere e di sentire senza ascoltare. In questo senso, ci suggerisce l’autore, la presenza di un uomo preso dalla passione di conoscere, oltretutto intelligente e con il dono di scrivere, diventa un evento di portata storica. (di Daniela Basso)
Leggete anche di Valerio Pellizzari: un Erodoto contemporaneo (A tu per tu con Valerio Pellizzari, giornalista del Messaggero che ha avuto lunghi contatti con Ryszard Kapuscinski. Le qualità peculiari del reporter polacco, la sua visione del mondo, il suo lavoro: un breve ritratto di Kapuscinski in un’intervista del gennaio 2006.)
Buona lettura!
Buongiorno! Allora eccoci qui…Vigilia di Natale…mentre i commericanti contano gli incassi stratosferici! Anch’io vorrei parlare di un viaggiatore…anche se distaccandomi dal nostro caro Erodoto (che non ne abbia a male! Nulla di personale zio Doto!):
Nome: BaBBo
Cognome: NaTaLe
Madre: Coca-Cola
Frase preferita: OHohOH!Buon Natale!
Già, figura inventata per pubblicizzare una bevanda (a mio parere più che inutile e tranquillamente tralasciabile) presto divenuta l’unica vera icona natalizia! Nonostante questo bisogna dire che questa figura può essere interessante sotto vari aspetti: per esempio forse non tutti sanno ke molte figure che hanno dato origine al caro vecchio vestito di rosso provengono dalla Turchia o altri stati orientali, piuttosto buffo che una delle immagini più incisive del mondo capitalista occidentale sia rappresentate degli stessi stati contro cui addirittuara lo stesso mondo occidentale muove guerra! Per non parlare del fatto che nel nuovo e vecchio continente si sia preso a modello un’icona multietnica per poi fare esattamente il contrario di ciò che il modello rappresenta! Forse bisognerebbe fermarsi a guardarla un po meglio questa figura non trovate? Oltre che ai regali che si porta dietro…
Approprosito di regali! Stando a ciò che dicono le tradizioni, Babbo sembra essere più un agente immobiliare che altro! Difatti dovrebbe avere una casa nel Nord del Canada, in Lapponia, in Svezia, al Polo Nord e altri posti…dove, insomma, avete scritto le letterine voi…e invece???Ta-dam colpo di scena! Tutti resteranno a bocca asciutta, difatti il caro Babbo c’ha preso tutti per il naso e non abita nemmeno vicino a nessuno di questi luoghi! Un ingegnere finlandese difatti (si vede che in Finlandia non hanno poi molto da fare…) ha compiuto diversi studi circa il viaggio notturno del più famoso cavalliere di renne e si è scoperto che la casetta, che pullula ovviamente di folletti verdi, si dovrebbe trovare nel Kirzikistan! Sarebbe infatti questo il posto più comodo per raggiungere tutti i punti del pianeta (nel caso voleste farvi un viaggetto…) e inoltre si consiglia di non volare questa sera o di confidare cecamente nei freni della slitta (che tra il resto comincia ad avere i suoi anni) poichè il caro nonnino dovrebbe viaggiare ad una velocità di circa 5.ooo.ooo di km/s, (hai capito le renne!Altro che coca……cola) e dovrebbe compiere circa non so quanti miliardi di cosegne…
Vabbè dopo queste piccole curiosità vi lascio che torno da zio Doto che altrimenti si sente solo…
P.S. favolosa la scoperta su Omero! Avete visto??? zio Omy ho sempre creduto fossi uno solo!
P.P.S. per le affezionate… Lunedì sera alla tv “colazione da Tiffany”!
ancora tantissimi auguri a voi e alle vostre famiglie!!!!
Grazie SuRi, grazie mille del tuo commento
Auguri!
Mancano poco al magico Natalee ,complimenti a Suri per il commento precedente ora non intendo soffermarmi .. (certo è che quando avrò un attimo comporrò una sorta d’apologia della Coca Cola da sempre criticata !)ma avete dato una veloce occhiata a quest’atmosfera ?non vi sembra la stessa di un anno fa e quello prima ancora .. stesse frasi,regali,stesso squallido consumismo e via discorrendo .. Spesso è come se fossimo pezzi di un’odiosa catena di montaggio destinati a compiere tutta la vita azioni identiche .. ecco quindi il divenire ciclico ?! Forse sono troppo pessimista ma invito chiunque a ribattere per carità ! Comunque non mi sono dimenticata del caro Erodoto ,anzi volevo proprio dire che il libro consigliatoci l’ho già letto e che ho trovato più che apprezzabile a dir poco! Con ciò chiedo perdono per essere andata fuori tema ma volevo gentilmente proporre il mio pensiero ! auguri di un felice Natale a tutti comunque ..